Vitigni a bacca rossa minori

NOTARDOMENICO

Come il Sussumaniello e l'Ottavianello anche il Notardomenico è un vitigno storicamente legato alla provincia di Brindisi e con queste varietà spesso condivide i filari in vigna, unitamente al Negroamaro e alla Malvasia nera. Al contrario dei suoi “vicini”, però, non è mai vinificato in purezza, sebbene non manchino alcuni esperimenti in tal senso in cantina ad opera di zelanti produttori.
Vitigno scarsamente coltivato, presenta un grappolo medio-piccolo, conico o cilindrico, che può essere semplice o alato e mediamente compatto. L'acino presenta un bel colore rosso scuro tendente al violetto. In alcuni comuni del Brindisino le uve di questa varietà concorrono in maniera importante alla produzione di vini rosati.

OTTAVIANELLO

Conosciuto in Francia con il nome di Cinsaut, di probabili origini campane (zona di Ottaviano in provincia di Napoli) sembra sia stato importato in Puglia dal marchese di Bugnano di San Vito dei Normanni (provincia di Brindisi) nella seconda metà del XIX secolo. Il grappolo è di medie dimensioni, forma piramidale, allungato, semplice e alquanto serrato. L'acino presenta una buccia pruinosa delicata di colore violetto. Oggi conserva un forte legame con il territorio del brindisino dove è uno dei vitigni principali della Dop Ostuni (sebbene poco diffusa) oltre a rientrare nei disciplinari di numerose Dop salentine nelle quali si presta bene ai blend con Negroamaro e Primitivo.

SUSUMANIELLO

Di origine probabilmente dalmata, è una varietà autoctona pugliese coltivata da moltissimo tempo soprattutto nella provincia di Brindisi e più in generale in tutto il Salento. Recentemente ha destato molto interesse e curiosità tra ricercatori, produttori e consumatori in quanto quest'uva, da sempre  considerata ottima per il taglio di altri vini (normalmente nei filari con il Negroamaro e la Malvasia nera), sta dimostrando che può dare interessanti risultati anche con vinificazioni monovarietali. Detto anche Somarello nero, deve il suo nome all'elevata produttività dei primi dieci anni di vita in cui i tralci si “caricano come un somaro” di uva per poi ridurre drasticamente la produzione negli anni successivi. Presenta un grappolo compatto con acini piccoli e semi grandi che stranamente non sviluppano tannini amari per cui si può procedere ad una lenta e lunga estrazione degli stessi. Incluso in numerose Dop del Salento.

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