FIANO

Conosciuto anche con il nome di Latino e Apiano, risale all'epoca Romana. Le origini del nome secondo alcuni deriva da Apianus (ape) per la dolcezza dei suoi acini, graditi alle api o molto più probabilmente deriva da Apia, ora Lapia, località dell'avellinese. La sua presenza in Puglia risale a tempi remoti, infatti il Fiano è già presente alla mensa dell'Imperatore Federico II di Svevia (soprannominato il Puer Apuliae ovvero fanciullo di Puglia), in particolare su una pergamena datata 28 marzo 1240 dove viene ordinato al cuoco, all'arrivo a Foggia del Sovrano, di portare altro vino Fiano.
Si tratta di un vitigno di media precocità, buona vigoria e grande adattabilità alle condizioni ambientali. Di grappolo medio-picolo a forma piramidale, alato e compatto, presenta acini piccoli di colore giallo-verde che mostrano macchie marroni in maturazione. Dopo la Fillossera, questa varietà era quasi scomparsa dalla Puglia per dar spazio a cultivar più produttive e da taglio ma, con il ritorno alla qualità, sta vivendo una vera e propria rinascita e, da Nord a Sud della regione, aumentano costantemente i vigneti impiantati a Fiano.

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