BOMBINO BIANCO

Vitigno diffuso in varie regioni d'Italia con numerosi sinonimi, molti dei quali come Buttapalmento, Stracciacambiali e Pagadebit si riferiscono (è ormai pacifico sebbene manchi ancora una definitiva profilazione genetica) ad altre varietà dall'elevata produttività. A testimonianza di questa eterogeneità vi è l'esperienza dei produttori pugliesi che conoscono il Bombino bianco come varietà non molto produttiva, caratterizzata da grappoli spargoli di forma conico-cilindrica, di media grandezza con acini dotati di buccia spessa di colore verde-giallo.
Resistente alle principali malattie, è caratterizzato da una maturazione tardiva: solitamente si vendemmia due o tre settimane dopo il Primitivo. Attualmente ci sono tre cloni ufficiali dei quali due risalgono ad antichi vigneti di San Severo (provincia di Foggia) e non è quindi un caso che la zona di più ampia e di antica diffusione del Bombino bianco sia proprio quella centro-settentrionale della regione. Varietà versatile, si presta benissimo alla realizzazione di spumanti prodotti con metodo classico poiché possiede un'elevata acidità e un bouquet austero ma anche per la produzione di vini fermi molto beverini. Protagonista di numerose Dop di Puglia tra cui Castel del Monte e San Severo, lo si trova anche nella Dop Cacc'e Mmitte di Lucera, unitamente al Nero di Troia per la produzione del pregevole vino rosso.

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